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024° Caso FIAT e prospettive

Con le ultime dichiarazioni della dirigenza FIAT, quali il presidente Montezemolo e l’amministratore Marchionne, si è capito che l’idillio Italia e Fiat sia oramai tramontato.

Il concetto stesso di mercato globale porta le singole aziende a perdere la nazionalità e i legami con il territorio e di conseguenza con le popolazioni del luogo.

La Fiat abbandonerà la Sicilia con tutto quello che ne consegue, portando a diminuire la produzione di auto in Italia.

La Fiat vende ogni anno oltre 2.600.000 automobili, risulta essere l’ottavo nella classifica mondiale dei costruttori, peccato che la produzione in Italia sia di circa 800.000 autovetture, un terzo rispetto alla Gran Bretagna, stati come il Belgio, la Repubblica Ceca, la Spagna, la Polonia produce più macchine di noi.

Come mai? Semplicemente gli altri stati hanno favorito l’ingresso di case automobilistiche straniere, cosa che in Italia per rispettare accordi con la Fiat non si è mai fatta.

La motivazione classica è la mancanza di competitività e costi del lavoro elevati, dimenticando che sempre Stati a noi vicino, la produzione interna è più alta e i salari sono anche doppi rispetto a quelli Italiani, un altro mistero da spiegare.

Non solo la Fiat, ma anche altre grandi aziende in Italia si stanno preparando alla fuga: la Glaxo, la Nokia, la Nestlè, la Motorola, la società Yamaha e in seguito sicuramente l’Alcoa.

Non solo le grandi Aziende ma molte medie società preferiscono de localizzare; questi Italici imprenditori hanno capito che possono ottenere grandi vantaggi personali andando fuori; il nostro mercato interno, per anni reso farraginoso con procedure e adempimenti burocratici inutili e fatti per creare corruzione e concussione, devasta il mondo del lavoro.

Per anni abbiamo creato impresa, grazie alla nostra dinamicità, la svalutazione della moneta e la capacità di produrre con ottimi rapporti di qualità e prezzo, con la globalizzazione abbiamo perso tutto questo, sono entrati oggi sul mercato Stati che ci surclassano dove eravamo competitivi.

Occorrono una presa di coscienza e scelte di campo per porre rimedio a tutto questo.

Se il continuo pensiero dei Grandi sia quello di fare profitti e dare dividendi, stiamo per consegnare il nostro mondo al Caos, dopo le reazioni possono essere imprevedibili.

10 febbraio 2010 Pubblicato da | Uncategorized | , , , , | Lascia un commento

   

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