026 Protezione Civile e risate tra il Gatto e la Volpe.
Dai fatti di cronaca giudiziaria degli ultimi dieci giorni, un dilagare di inchieste su corruzione e truffe sta dilagando sui media.
Inizialmente parevano le inchieste a orologeria che scaturivano da una parte della solita magistratura politicizzata, cosa che ultimamente ha fatto perdere di credibilità alla stessa; nella realtà i fatti sembrano invece veramente gravi e probabilmente nella maggior parte dei casi attendibili.
Iniziamo con il caso Protezione Civile, è evidente che qualche controllo lacunoso da parte degli alti dirigenti, primo tra tutti Bertolaso, c’è stato, così è partita un’inchiesta fiume che ha già fatto sparire l’idea di trasformare la stessa Protezione Civile in SPA.
Il vecchio detto che “il Diavolo fa le pentole, ma non i coperchi” in questo frangente è azzeccato.
Sentite le intercettazioni, le risate degli attori della vicenda, la fortuna a voluto che nessun appalto fosse stato dato in quel momento in Abruzzo, all’azienda incriminata per il G8 e Mondiali di nuoto.
Immaginate la possibilità di case costruite dall’ora famoso Anemone all’Aquila, per il governo sarebbe stato un disastro, infatti, immediatamente per bocca di Letta si è subito negata la loro presenza in Abruzzo.
Si è capito in tempo che un ente così importante deve intervenire per le sole emergenze e non anche per gli appalti.
Solo per la stortura delle leggi, la Protezione Civile veniva incaricata per eseguire i lavori altrimenti inapplicabili in tempi normali, così che una melma torbida si era formata intorno alla Protezione Civile.
Spero si faccia chiarezza e che questo serva di lezione al sistema, per non permettere simili nefandezze di affari ignominiosi alle spalle dei cittadini.
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